Libri

“L’altra sete”

alice torrianidi Gabriele Ottaviani

Una stanza per me. Gioirei se mi ricordassi come si fa. Ho sempre amato la solitudine, fino alla venerazione, ho sempre tenuto tutti alla distanza regale di cinque passi, per preservare i miei pensieri, la mia pelle, i miei flussi. Petra, la mia amica dalle scuole elementari, non sa cosa sia questo spazio che io difendo così tanto. Petra si accende solo in funzione d’altri, è un animale sociale, è un irresistibile flipper a gettoni. Spesso mi chiedo cosa pensi quando non ha nessuno intorno, su cosa rifletta quando non trova qualcuno in cui specchiarsi per accertarsi della propria esistenza. Petra: una cascata d’acqua ghiacciata in una giornata torrida, i capelli rossi che piovono su un viso dipinto a mano, guardarla rende nobili, ascoltarla un po’ meno. Ma lei è la ragazzina con i seni ancora inespressi che è stata ad ascoltarmi quando il mio primo bacio, in seconda elementare, non mi era parso come quello che avevo visto nei film: un bacio senza lingua è un bacio senza lingua, io non potevo ancora saperlo. Lei sì. Petra è la ragazza che mi ha messo in mano la prima sigaretta dicendomi, Tira, poi dì Oh Babbo, come se ti spaventassi. Così avrai aspirato. Lei è la donna acerba che a quattordici anni, al telefono, mentre parlavo a bassa voce per non farmi sentire da mia madre, mi rassicurava, Sanguinare un po’ la prima volta è normale, e io con le mani tra le gambe a controllare che l’imene non mi scivolasse tra le cosce. Lei è ormai la donna che ho, la mia amica; è come se non l’avessi scelta, è come se la storia ci avesse messo insieme. Così diverse, eppure così appiccicate per un lembo di pelle. Siamo nello stesso cerchio, legate nel medesimo spazio da un elastico. A volte è così tirato che siamo vicinissime, possiamo fare l’amore tanto siamo schiacciate l’una contro l’altra, possiamo penetrarci davvero fino in fondo affogando l’una nell’odore dell’altra.

Stando all’enciclopedia il diabete è una “sindrome derivante da quadri clinici connessi ad alterazioni del metabolismo, caratterizzati da aumento della diuresi per deficit dell’ormone antidiuretico o per accumulo e successiva eliminazione di sostanze con le urine; nella maggior parte dei casi si tratta di glucosio. Talora il termine è stato usato per designare alcune tesaurismosi, ovvero di processi morbosi, classificabili fra le malattie lisosomiali, caratterizzati dall’abnorme accumulo (primitivo o secondario, generalizzato o localizzato) di determinate sostanze nelle cellule dei tessuti”. Di questo parla Alice Torriani: della sua storia, della sua condizione, una patologia che assume i caratteri della dipendenza, con uno stile scabro e avvincente. Della sua vita, della sua sete di vita. Alice Torriani, attrice e scrittrice: per Fandango, L’altra sete.

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