Libri

“Il maestro di Garamond” – Anna Cuneo

garamonddi Gabriele Ottaviani

Se mio padre non è morto fra atroci sofferenze è perché Odino – contro il parere del ciarlatano sedicente medico che aveva preteso di curarlo e seguendo invece i consigli ricevuti in gran segreto da una guaritrice conosciuta quando faceva il saltimbanco – si era procurato il succo di papavero con cui, nelle settimane seguenti, è riuscito a sedarlo. Di tanto in tanto, mio padre è persino riuscito a descrivere gli insostenibili dolori che lo facevano impazzire. Ci chiedeva scusa piangendo, per poi sprofondare in uno stato di benefico stupore. In poco tempo, quel male se l’è portato via.

 

Il popolo ignorante si governa meglio, la stampa pubblica notizie, le notizie sono pericolose, perché informano, portano a riflettere, a farsi delle domande. E c’è un supplizio, cui assiste un giovane, che ha dato il nome a un noto carattere tipografico, un font che troviamo di default in ognuno dei nostri computer, un giovane che si farà carico della lezione imparata dal maestro, che ha pagato un prezzo carissimo per la sua attività.

Anna Cuneo scrive molto bene. È svizzera, ha chiare origini italiane, la sua lingua è il francese. La prosa è accattivante, i dialoghi sono di rara immediatezza. Sembra davvero di essere in giro per l’Europa in pieno Cinquecento, tra i tumulti e le persecuzioni, Calvino (non Italo, l’altro) e Lutero. Il romanzo si intitola Il maestro di Garamond, la casa editrice è Sironi. Non si tratta di una nuova uscita, ma è comunque un libro da non lasciarsi assolutamente sfuggire

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